L’impugnatura delle bacchette nel Metodo Moeller

The belief that anyone can beat a drum is discouragingly popular”.

In italiano suonerebbe più o meno così: “La convinzione diffusa del fatto che chiunque sia in grado di suonare un tamburo è quantomeno scoraggiante”.

È una celebre citazione di Sanford Augustus Moeller, didatta della prima metà del ‘900, uno dei principali esponenti dell’epoca ma anche dei giorni nostri in ambito di studio delle tecniche di esecuzione sul tamburo da marcia (o da parata) in particolare, ed alla batteria più in generale.

Essendo ossessionato da quella che si può definire una corretta impugnatura delle bacchette, non potevo non soffermarmi per un tributo, seppur breve, a questo personaggio che per certi versi ha cambiato il mio modo di approccio alla batteria.

Ma altri due motivi mi hanno spinto a soffermarmi sull’argomento.

Per prima cosa credo che il conoscere quantomeno in linea di massima la storia, sia di Moeller che dell’omonimo Metodo, possa essere di aiuto nel comprendere il reale contributo che Moeller appunto, ha dato a questo meraviglioso strumento che è la batteria.

Secondo, per dovere di chiarezza. In un web caotico ed alle volte indisciplinato si è vittima spesso e volentieri di notizie frammentarie e discordanti risultando difficile se non quasi impossibile trovare fonti credibili e dettagliate (ne parlo in questo articolo).

Non è assolutamente mia intenzione fare l’esperto della situazione. Io stesso mi reputo uno studente a vita e di cose ancora da imparare ce ne sono … eccome !! Ma ho deciso comunque di condividere il più possibile la mia esperienza sul campo raggiunta sin qui (ricerche e studi personali, applicazione pratica, esperienze di terze persone) nello studio del Metodo Moeller.

Il mio unico scopo è quello di rendere onore ad un uomo che ha speso la sua vita nello studio e nello sviluppo di uno dei metodi più importanti nell’ambito del discorso di impugnatura delle bacchette che è l’argomento portante di questo blog.

Il successo di un’intuizione

Moeller (1886 – 1960) è stato un rudimental drummer, insegnante ed autore, e prima ancora che come virtuoso del tamburo era conosciuto per le sue abilità alla marimba e al pianoforte (con il quale cominciò i suoi studi musicali).

E’ associato al “Metodo Moeller” o “Tecnica Moeller” (quest’ultima denominazione da alcuni è considerata impropria) che sostiene l’uso delle “antiche” tecniche di percussione al tamburo applicabili comunque anche dai batteristi contemporanei per suonare la batteria moderna.

Basava le lezioni e l’istruzione attorno allo stile di esecuzione usato dai tamburini della guerra civile americana (conosciuta anche come guerra di secessione – 1861 / 1865): l’intuizione per la tecnica esecutiva la ebbe infatti proprio osservando i reduci della suddetta guerra i quali anche ad età avanzata riuscivano a suonare con estrema abilità, senza soffrire di dolori muscolari né tendiniti.

Lo “stile aperto” e la presa della bacchetta principalmente con il mignolo sono le peculiarità di questo modo “antico” di suonare il tamburo, le cui radici arrivano dall’Europa da prima del XVIII secolo (sembrerebbe al XV secolo, al tamburo di Basilea).

Moeller attraversò gli Stati Uniti alla ricerca dei migliori insegnanti di tamburo, cercando di cogliere tutte le sfumature utili a sviluppare una tecnica priva di punti deboli.

Giunse così alla conclusione che la cosa più importante in un colpo portato sul tamburo è il movimento iniziale; questa è la base del cosiddetto Moeller-Stroke, il concetto principale a partire dal quale si sviluppa tutta l’omonima tecnica.

Da questi ultimi quattro paragrafi ti sarai accorto che Moeller non ha inventato o ideato nulla dal nulla. Ha “scoperto” questo Metodo, osservando, ricercando e praticando. È un dato di fatto che si può affermare con certezza.

impugnatura delle bacchette nel metodo moellerIl concetto su cui si basa è quello del “whipping motion” (movimento a frusta) delle braccia. È un movimento molto elastico e fluido che permette di avere potenza, controllo, velocità e durata con il minimo dispendio di energie.

In breve Moeller divenne un punto di riferimento per l’insegnamento della tecnica del tamburo, condensata nella pubblicazione di “The Moeller Book: The Art of Snare Drumming” del 1925 e ristampato nel Giugno del 1950 da “Leedy and Ludwig”, in cui anticipava di circa dieci anni la catalogazione ad opera dell’associazione NARD (National American Rudimental Drummer) dei 26 rudimenti.

Di questi ultimi Moeller era un fanatico, come anche di una corretta impugnatura, al punto da tormentare letteralmente i suoi studenti perché apprendessero alla perfezione l’una e gli altri.

Uno dei pupilli di Moeller, Allen Paley, disse, “Moeller … capì lo strumento come un chirurgo fa con il corpo umano”.

Di Sanford Moeller si ricorda anche l’accesa disputa che lo vide contrapposto a George Lawrence Stone, un’altra impugnatura delle bacchette nel metodo moellerautorità in materia di tamburo. L’autore del classicissimo “Stick Control” diede dell’impostore a Moeller, accusandolo di aver copiato il colpo al quale aveva dato il suo nome dal cosiddetto Free-Stroke, che Stone insegnava avendolo appreso dal padre, a sua volta istruito dal suo genitore.

Dopo un periodo di rapporti freddi, i due luminari del tamburo si chiarirono al punto che lo stesso Stone, dopo aver insegnato ai suoi allievi il Free-Stroke, consigliava loro di andare a studiare da Moeller a New York, ad Amsterdam Avenue.

Da quei locali passarono, tra gli altri, Gene Krupa, Frank Ippolito (poi padrone di uno dei più famosi negozi di percussioni al mondo) e, soprattutto, Jim Chapin, principale e indiscusso divulgatore della tecnica elaborata da Sanford.

Tra i batteristi che conoscono, applicano o hanno applicato ai massimi livelli la Moeller Technique si possono ricordare Vinnie Colaiuta, che nell’85 andò a studiare da Chapin, Steve Smith e Dave Weckl, entrambi allievi di Freddie Gruber, e Jojo Mayer, a sua volta uno studente di Chapin (scomparso nel Luglio 2009).

Da non dimenticare e sottovalutare il fatto che Moeller è stato anche un esperto costruttore di tamburi e grancasse. Ne costruì diversi modelli e molti dei quali sono ancora oggi suonati da alcuni “Drum Corps”.

Noterai l’importanza di acquisire una tecnica simile: il massimo della resa con il minimo sforzo ed il rischio nullo di imbattersi in dolori e tendiniti.

Per apprenderla ci vuole tempo e dedizione. Meglio sarebbe andare da qualcuno che già la insegni e la applichi o, come seconda opzione, guardarsi un sacco di video presenti in rete. Ma come dicevo all’inizio, attenzione. Ne ho guardati un’infinità e ben pochi spiegano i concetti in modo corretto ed esaustivo.

Molti batteristi usano questa tecnica inconsapevolmente, e se anche tu sei tra questi, ti faccio i miei complimenti. Nel momento in cui scrivo questo articolo sto studiando il Metodo da dieci anni e non mi sento di affermare di averlo in saccoccia …

Cinque peculiarità che accomunano i metodi dei tre maggiori esponenti in fatto di impugnatura delle bacchette: Stone, Moeller, Gladstone

impugnatura delle bacchette nel metodo moellerIn primo luogo, tutti e tre insegnavano come tecnica fondamentale colpi e movimenti fluidi e rilassati.

Secondo, insegnavano l’uso completo dei rimbalzi, ottenendo colpi multipli da un unico movimento.

Terzo, insegnavano l’uso di una presa naturale e del fulcro, che consentono un movimento libero delle bacchette. Essenzialmente una presa morbida che sfrutta la naturale curvatura delle dita.

Quarto, la dimostrazione della necessità di utilizzare l’intera muscolatura coinvolta che dalle spalle arriva alle punta delle dita in modo che braccia, polsi e dita funzionassero in combinazione tra loro. Ad esempio, nel suonare lento, il movimento dipendeva principalmente dalle braccia, e l’uso delle dita entrava in gioco man mano che la velocità aumentava.

In ultimo, il posizionamento naturale del corpo e dello strumento in modo da evitare sforzi inutili. Per Stone, Gladstone e Moeller, questo è molto evidente in quanto, nell’impugnatura tradizionale, l’inclinazione della bacchetta nella mano sinistra è la medesima di quella del rullante.

Fonti dell’articolo: wikipedia, accordo.it

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